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venerdì 8 giugno 2018

Biblioburro: Otto. Autobiografia di un orsetto



Otto è un orso di peluche confezionato in una fabbrica di giocattoli della Germania che si ritrova, oramai vecchio e malconcio, nel negozio di un rigattiere. È l’orsetto stesso a raccontare la sua storia e la sua amicizia con David e Oskar, due bambini tedeschi inseparabili. 
Il libro, pubblicato in Germania nel 1999 e poi in Italia dal 2003 con Mondadori, è ormai diventato un classico in grado di raccontare e spiegare la guerra e l’Olocausto a bambini anche piccoli. Tomi Ungerer è un famoso autore ed illustratore che ha vinto il Premio Andersen nel 1998 come miglior illustratore e poi di nuovo nel 2002 come miglior autore. In questo albo illustrato ha scelto un punto di vista particolare, quello dello stesso orsacchiotto protagonista, per parlare di un tema difficile e delicato con un linguaggio semplice ma non banale. Il contesto della Seconda guerra mondiale è ben delineato dalle parole e anche dalle illustrazioni, che raccontano l’orrore e la paura delle bombe, anche se non vengono descritti i campi di concentramento e le crudeltà che vi erano perpetuate quotidianamente; in questo modo il messaggio che arriva al lettore è soprattutto quello positivo della forza e del calore dell’amicizia, che può durare anche tutta la vita.
Qui una recensione completa.

Otto. Autobiografia di un orsacchiotto
Tomi Ungerer
Traduzione di Caterina Ottaviani
Mondadori
2018
da 7 anni

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