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lunedì 27 febbraio 2017

Biblioburro: Buongiorno sole e Buonanotte luna




Due nuovi albi per piccolissimi, che rientrano nella selezione di Nati per leggere, nella nuova collana i bohemini-mini della casa editrice Bohem Press. 
Formato piccolo e quadrato, bordi arrotondati, poche pagine cartonate che hanno il bambino come protagonista e si prestano per le prime letture ad alta voce.



Il rito del risveglio e quello della nanna raccontati attraverso pochissime parole nella pagina di sinistra ed illustrazioni dai colori caldi nella destra; nei risguardi di copertina compaiono tutti gli oggetti presenti nella storia, in modo che il bambino possa riconoscerli.
I libri sono stati realizzati in collaborazione con A Bi Book festival.

Buongiorno sole
Paloma Canonica
Bohem Press
2017
da 9 mesi

Buonanotte luna
Paloma Canonica
Bohem Press
2017
da 9 mesi

venerdì 24 febbraio 2017

M'illumino di meno



L'abbiamo festeggiato in anticipo qui, ma oggi vogliamo ricordare il decalogo dell'iniziativa:

1. spegnere le luci quando non servono.
2. spegnere e non lasciare in stand by gli apparecchi elettronici.
3. sbrinare frequentemente il frigorifero; tenere la serpentina pulita e distanziata dal muro in modo che possa circolare l’aria.
4. mettere il coperchio sulle pentole quando si bolle l’acqua ed evitare sempre che la fiamma sia più ampia del fondo della pentola.
5. se si ha troppo caldo abbassare i termosifoni invece di aprire le finestre.
6. ridurre gli spifferi degli infissi riempiendoli di materiale che non lascia passare aria.
7. utilizzare le tende per creare intercapedini davanti ai vetri, gli infissi, le porte esterne.
8. non lasciare tende chiuse davanti ai termosifoni.
9. inserire apposite pellicole isolanti e riflettenti tra i muri esterni e i termosifoni.
10. utilizzare l’automobile il meno possibile, condividerla con chi fa lo stesso tragitto. Utilizzare la bicicletta per gli spostamenti in città.

a cui vogliamo aggiungere:
11.Leggere un libro a lume di candela, magari ad alta voce. 




"La notte mi viene ancora paura. Quando dormo, mi tiro le coperte fin sopra la testa, lasciando appena un buchino per respirare, ma non grande abbastanza da vederci attraverso. Non voglio vedere cosa c'è fuori. Dormo così da che mi ricordo. E' imbarazzante, tanto che non lo racconto mai a nessuno. Faccio un sacco di brutti sogni."











La storia, magistralmente illustrata, di un ragazzino alle prese con l'arrivo di un fratellino malato, l'invasione di moltissime vespe e strani angeli che gli appaiono in sogni ricorrenti.  

Il nido
Kenneth Oppel
Illustrazioni Jon Klassen
Traduzione Giordano Aterini
Rizzoli
2016
da 12 anni

mercoledì 22 febbraio 2017

Biblioburro: A nanna, finalmente!




Per Cesare il coniglio il rito della buonanotte è molto importante: prepara un bicchiere d'acqua sul comodino, sistema le sue pantofole sul tappeto, controlla che non ci siano mostri sotto il letto, abbraccia forte il suo orsacchiotto e poi può addormentarsi. Ma questa sera il suo sonno è disturbato da una serie di strani rumori che lo fanno risvegliare (e arrabbiare) all'improvviso: un uccello, uno scoiattolo, un topo... e alla fine, quando potrà finalmente addormentarsi tranquillo, il suo russare sarà di disturbo a... chi?
Ancora una divertente storia della coppia Escoffier-Di Giacomo, di cui avevamo parlato anche qui, con un finale a sorpresa.

A nanna, finalmente!
Michael Escoffier, Kris Di Giacomo
La margherita
2017
da 4 anni

martedì 21 febbraio 2017

M'illumino di meno con la principessina




Stasera torneremo qui per la bellissima iniziativa M'illumino di meno organizzata dalla biblioteca. Porteremo una lettura speciale da fare al buio, molto lentamente, illuminate solo dalla luce delle candele e del materiale per costruire una lanterna con tutti i bambini presenti. Ad accompagnarci questa volta ci sarà la principessina irriverente e spassosa di Tony Ross,


che di sicuro vorrà tenere la luce accesa perché ha paura dei fantasmi che si nascondono nel buio. E noi le faremo notare che i fantasmi non esistono, ma poi arriveremo in fondo alla storia e scopriremo che invece, forse... AHHHHHH!



Voglio la luce accesa!
Tony Ross
Traduzione Sara Marconi
Lapis
2014
da 4 anni

lunedì 20 febbraio 2017

Biblioburro: Un orso è finito sul mio sgabello preferito




Se un grosso orso occupa la sedia preferita di topo, cosa farà topo? Farà di tutto per farlo alzare, ovviamente, e senza mai riuscirci, ma quando orso penserà oramai di averla avuta vinta...  
Un grande albo illustrato, con un testo semplice a tratti in rima, illustrazioni a tutta pagina molto espressive su sfondi colorati ed un finale a sorpresa che farà divertire i piccoli lettori!

Un orso è finito sul mio sgabello preferito
Ross Collins
Valentina edizioni
2017
da 3 anni

venerdì 17 febbraio 2017

Biblioburro: Cattivi come noi



Tre personaggi in una storia con poche pagine: un lupo, un orco e una strega. I cattivi per antonomasia stanno tutti dentro questo albo dal formato molto grande, allungato in verticale, che pare dire poco ma che in realtà è ricco di dettagli e particolari.





Una breve descrizione di ogni personaggio, un'illustrazione a tutta pagina con finestrelle che si aprono a svelare segreti, la pagina che si apre e racconta una serie di aneddoti e di curiosità e, infine, tre fiabe famose che li vedono protagonisti. 


E dopo aver curiosato e letto ogni dettaglio, sollevato alette e ascoltato le storie, si può provare a cercarne delle altre con protagonisti lupi, orchi e streghe, come consigliato anche nel libro.

Cattivi come noi
Clotilde Perrin
Traduzione Giulia Calandra Buonaura
Franco Cosimo Panini
2016
da 5 anni

giovedì 16 febbraio 2017

Biblioburro: Uffa! Ancora una storia di formiche!




La bambina chiede una storia prima di andare a letto, ma non la solita storia della formica che sposta la montagna, no no, meglio la storia di un drago che sputa fuoco persino sul dottore che lo visita per il suo mal di gola... povera mamma! Dovrà inventare una storia abbastanza paurosa per la sua piccola, che ad un certo punto vorrà raccontarla da sola per aggiungere anche un coccodrillo, un mammut, degli pterodattili... chissà che allora non sia la mamma ad addormentarsi per prima!
Un altro albo spassoso della coppia Escoffier-Di Giacomo (qui l'ultima recensione) che si presenta con una bambina in copertina decisamente arrabbiata e che si presta benissimo per una lettura a due voci, distinte da due colori differenti: nero per la mamma e rosso per la piccola.

Uffa! Ancora una storia di formiche!
Michael Escoffier, Kris Di Giacomo
La margherita
2017
da 4 anni

mercoledì 15 febbraio 2017

Biblioburro: Ad alta voce




Quegli spari, che ci avevano strappato papà per sempre, erano stati anche un attentato alla nostra sopravvivenza e al nostro futuro. Per noi divennero un delitto quotidiano, ripetuto, continuato. Papà non c'era più. E non perché malato, vecchio o sofferente. No. Altri uomini avevano deciso la sua fine rubandolo alla vita e a noi."










Ad alta voce Antonina Azoti si alza in piedi davanti a tutta la città di Palermo che sta onorando la morte del giudice Falcone e racconta la storia di suo padre Nicolò, ucciso dalla mafia a 37 anni perché si batteva a favore della riforma agricola in Sicilia. Il libro racconta il percorso di riscatto di Antonia, del fratello e della madre, isolati perché parenti di un "morto ammazzato", e la sua rivendicazione orgogliosa della lotta del padre.
Il libro ha vinto il premio come miglior diario al concorso dell'Archivio Diaristico Nazionale di Pieve S.Stefano.

Ad alta voce
Antonina Azoti
Terre di mezzo
2016
da 13 anni

martedì 14 febbraio 2017

Quando mi arrabbio....



Gli incontri delle materne non sono dedicati solo al piacere dell'ascolto; tra i nostri obiettivi c'è anche quello di fornire alle insegnanti spunti di lavoro da fare dopo il nostro incontro mensile. E così capita che durante gli incontri successivi i bambini e le maestre ci mostrino (giustamente orgogliosi) i risultati dei loro lavori. 


Qualche incontro fa avevamo portato "libri arrabbiati" e avevamo chiesto ai bambini quando si arrabbiavano e come si "trasformavano" quando ciò accadeva.
Ecco alcune delle loro risposte.













lunedì 13 febbraio 2017

Biblioburro: Davanti alla mia casa c'è...




Dalla casa alla casa: andata e ritorno tra principesse, draghi, orsi, lupi mannari, balene e fantasmi, passando anche attraverso i tre porcellini, i sette capretti e Cappuccetto rosso con la sua nonnina. Marianne Dubuc ci aveva abituati a libri che giocano con le parole e con le immagini a costruire storie pazze e divertenti già con Il carnevale degli animali, e ci fa piacere ritrovarla in queste ultime due pubblicazioni. 
Formato quadrato piccolo, bordi arrotondati, pagine cartonate lucide, il libro appare subito come oggetto di facile utilizzo anche per la piccole manine a cui è destinato. Ogni parola è legata alla successiva attraverso associazioni di idee ironiche ed illustrazioni poetiche che sembrano nate direttamente dalle matite colorate dei bambini. 







Stesso formato e stessa struttura anche per gli animali che si ritrovano stipati nell'arca durante la tempesta; le coccinelle giocano a domino, la zebra conta le sue strisce, il camaleonte gioca a nascondino... 
Qui l'ultima recensione di un libro della stessa autrice.

Davanti alla mia casa c'è...
Marianne Dubuc
La margherita
2016
da 3 anni

L'arca degli animali
Marianne Dubuc
La margherita
2016
da 3 anni

venerdì 10 febbraio 2017

Come ti spiego il grembiule: Un lavoro da...paura!

Torna l'appuntamento con la nostra "maestra dell'asilo" preferita, la maestra Marta. Era nato tutto da qui.

In sezione le insegnanti avevano già iniziato un lavoro sulle emozioni ben prima del mio arrivo in questa nuova scuola. Ma siccome ormai ho preso come buona abitudine l'appoggiarmi ad un albo illustrato per calare i bambini nell'argomento che ho intenzione di trattare, non mi sono spaventata(!). E così, con l'aiuto de "Il mostro Peloso" di Henriette Biochonnier e di Pef, io e i bambini "Leprotti" di 4 anni abbiamo realizzato un lavoro...da paura!


Certo, la piccola Lucilla è stata scaltra, ed oltremodo coraggiosa, ed è riuscita a far prendere il volo al mostro che terrorizzava il bosco fitto fitto. Ma quali armi ha un bambino di 4 anni per sconfiggere la paura del buio? O quella di cadere dai mobili sui quali si arrampica? O, la più angosciante di tutte, quella di rimanere senza la mamma accanto?
La paura per i bambini è qualcosa di astratto che fanno fatica ad affrontare. Quella del buio e dei mostri è un fenomeno molto frequente ed tipica di molti bambini nell'età della scuola dell'infanzia. Nel buio infatti tutto può accadere, persino negli ambienti più sicuri e conosciuti. "Al buio non si vede niente e i mostri possono entrare [in camera mia] e mangiarmi."
Essere in grado di esternare il proprio timore non è semplice, ma in gruppo tutto funziona meglio: è bastato che un bambino accennasse al fatto che "per fortuna ho una lucina piccola piccola vicino al mio letto, così non ho più così tanta paura quando la mamma spegne la luce", che il coraggioso, che fino a pochi minuti prima non aveva pura di niente, dichiarasse che "non so come mandare via la strega che a volte viene in camera mia". 

La maggior parte di loro affronta il problema insieme alla mamma, un po' come "Tommaso e i cento lupi cattivi" di Valeri Gorbachev: la mamma coccola, accende la luce, dà la mano, e il mostro se ne va, sconfitto.


Allora problema risolto? No, a quanto pare ora i bambini hanno "voglia" e bisogno di trovare una strategia che li renda autonomi e coraggiosi. Cosa fare per poterli aiutare? Prima di tutto i "miei" bambini di 4 anni hanno provato a disegnare la loro paura, poi insieme abbiamo cercato una strategia per sconfiggerlo. Alla fine si scopre che i mostri vengono sconfitti dai furbi e dai forti. Chi c'è di più forte di un mostro se non un altro mostro? 
E così propongo loro di costruire un "mostro mangia paura". 
Ogni bambino porta a scuola una vecchia berretta, un paio di vecchi guanti, dell'ovatta di cotone, e la maestra porta aghi (quelli per la lana, a punta tonda e con la cruna grande), filo da cucito in nylon (così che sia più maneggevole e visibile per i bambini) e minuteria varia per realizzare occhi, bocche, denti e quanto altro richiederanno i bambini per rendere il loro mostro più spaventoso della loro paura. 
























Aiutandosi vicendevolmente i bambini riempiono di ovatta la vecchia berretta ed ipotizzano le fattezze della loro creatura. Con ago e filo chiudono in autonomia i lembi del copricapo e con l'aiuto dell'insegnante posizionano le varie parti del viso. Una volta finito il lavoro, tutti giocano a "fare finta" di far mangiare al mostro la propria paura, così da fargliela conoscere prima dell'arrivo a casa!  




Matteo aveva paura ad addormentarsi con la luce spenta: ieri, per la prima volta, ha chiesto alla mamma di "provare a spegnere la luce, ché ci pensa Annibale(😃) a mangiare la paura del buio". La mamma stamattina era contentissima, e Matteo pure! 


Così come Mattia, a cui il mostro "ha mangiato la strega!".


Federica era un po' delusa: non ha fatto brutti sogni, e ha dovuto dare un biscotto al suo mostro, stamattina!


Ora stiamo già pensando a come scacciare la tristezza!

giovedì 9 febbraio 2017

Gennaio negli asili: ci vuole coraggio!


Abbiamo iniziato il 2017 con coraggio! Abbiamo testato i nostri piccoli ascoltatori con gli indovinelli "schifiltosi" del libro di Minibombo e ci siamo divertite con ragni, pipistrelli penzolanti, millepiedi (o centopiedi o tantipiedi scritto tutto attaccato però) lunghissimi, pericolosi piranha (e non pesci rossi...)

Abbiamo scoperto che sono (quasi) tutti provetti nuotatori e nuotatrici più che portatori e portatrici di segreti. Su quelli c'è ancora da lavorare, soprattutto su come fare a mantenerli (ci sono stati rivelati amori in corso che non dovevano essere detti). Ma alcuni, c'è da dirlo, sanno tenere la bocca chiusa chiusa!



E abbiamo contribuito a creare dei club (che non si legge "cleb" ma proprio "club") di coraggiosi e coraggiose. In questi club le femmine però sono ammesse sempre, non solo di martedì.

Posso dirti un segreto?
Anna Kang, Christopher Weyant
Traduzione Sara Ragusa
Terre di mezzo

2016
da 4 anni

Ricker Racker Club
Patrick Guest, Nathaniel Eckstrom
Traduzione Anselmo Roveda
Edt Giralangolo
2016
da 5 anni


Chi ha il coraggio?
Silvia Borando
Minibombo
2016

da 4 anni

mercoledì 8 febbraio 2017

Mercoledì al cubo (25): posso dirti un segreto?




Teo il ranocchio ha un segreto che non lo fa stare tranquillo. E' talmente preoccupato ed angosciato che sente il bisogno impellente di parlarne con qualcuno, così decide di interpellare il lettore e di raccontargli ogni cosa. Comincia così, con un ranocchio in copertina con gli occhi tristi e sbarrati, questo libro di cui avevamo parlato qui.
Una storia che abbiamo voluto sperimentare durante gli incontri mensili con le scuole materne, dove i bambini sono mescolati in gruppi di medio-grandi e a volte sono presenti anche i piccoli. Il libro non si presta facilmente ad una lettura a voce alta, soprattutto se fatta ad un gruppo di bambini di età diverse, probabilmente per il tono un po' troppo ammiccante che colpisce l'adulto e che il bambino piccolo non coglie, ma ci ha permesso di affrontare diversi argomenti.






"Io sto mantenendo il segreto di Elia!", dichiara un bambino al termine della lettura. "Io ho un segreto, vuoi saperlo?", chiede un altro.
Non è un concetto facile per i bambini, soprattutto se piccoli; ma anche i più grandi si sentono superiori al problema di Teo, che a loro pare proprio paradossale, visto che il ranocchio non sa nuotare mentre per definizione "una rana sa sempre nuotare!". Una caratteristica che si mantiene a volte anche crescendo, quella di ritenere enormi i propri problemi e minimi quelli degli altri: impossibile che una rana non sappia nuotare! E anche se così fosse, basta tuffarsi nell'acqua, no?. O provare per gradi, per esempio prima con una zampina, o dove l'acqua non è troppo fredda. O provare con il salvagente o i braccioli, perché nuotare non è difficile! Parallelamente al discorso sul saper mantenere un segreto, si sono aperte infatti diverse discussioni anche sulla paura dell'acqua, sul saper nuotare con o senza braccioli, sulla difficoltà di fare una cosa per la prima volta e sul coraggio di provarci comunque. 
Quando abbiamo chiesto se qualcuno di loro aveva dei segreti, un bambino ha risposto: "Non puoi dire un segreto, se no che segreto è?!?".





In molti hanno voluto dire qualcosa sul tema: "Io i segreti li so tenere al 100%!", "La storia della rana ce l'ho nella pancia!", e quando abbiamo dichiarato che anche a noi capita a volte di scambiarci segreti, tutti in coro hanno sottolineato: "Per forza, siete amiche!". Anche sul rivelarlo a qualcuno si sono aperti ampi dibattiti, e in generale sono stati i maschi i primi ad ammettere che, in caso di bisogno, sarebbero disposti a parlarne con la madre. Le femmine invece hanno dichiarato: "Lo tengo per me", "Faccio da sola!", e come alternativa finale hanno scelto il papà come loro interlocutore ideale. Ma poi, alla fine, le mamme e i papà sanno sempre tutto... come faranno?

Posso dirti un segreto?
Anna Kang, Christopher Weyant
Traduzione Sara Ragusa
Terre di mezzo
2016

La versione di Apedario
ScaffaleBasso assente giustificata.

martedì 7 febbraio 2017

Biblioburro: Jacob Due-Due in alto mare



"C'era una volta un bambino: Jacob Due-Due. Aveva due orecchie e due occhi e due braccia e due piedi e due scarpe.
Aveva due sorelle più grandi, Emma e Marfa, e due fratelli più grandi, Daniel e Noah. Vivevano tutti in una scombinatissima casa a Kinston, in Inghilterra.. Lo chiamavano Jacob Due-Due perché aveva 2+2+2 anni e anche perché a casa sua nessuno lo ascoltava mai quando parlava, e lui doveva sempre ripetere le cose due volte."







Torna con un una veste tutta nuova il timido e goffo Jacob Due-Due, protagonista di due avventure scritte da Mordecay Richler. Con il consenso della famiglia dello scrittore ormai scomparso, Cary Fagan scrive il terzo episodio che vede il bambino alle prese con una serie di problemi e di avventure strampalate. Jacob è abituato al soprannome con cui tutti lo chiamano, ma adesso che sta per arrivare il suo compleanno, come farà? Lo chiameranno davvero 2+2+2+1? Per fortuna che il papà ha deciso di trasferire tutta la famiglia in Canada, così di sicuro si dimenticheranno del suo compleanno e a nessuno verrà in mente di cambiare il suo nomignolo. Il viaggio in mare si rivela pieno di avventure, compreso l'incontro con una nave pirata. Una serie di strampalati personaggi si ritrovano sulla stessa nave di Jacob, compresa Cindy una bambina che nasconde un tesoro...
Un testo divertente, ben scritto e pieno di colpi di scena. Lottatori di wrestling che giocano a scacchi, spie in incognito e inventori di giocattoli impossibili, sono solo alcuni dei personaggi che forse aiuteranno Jacob a far dimenticare il suo compleanno..
Biancoenero utilizza la font di alta leggibilità.


Jacob Due-Due in alto mare
Cary Fagan, illustrazioni di Mauro Ferrero
traduzione di Giulia Avallone e Flavio Sorrentino
Biancoenero edizioni
2016

lunedì 6 febbraio 2017

Gruppo Lettura (febbraio): Dove il vento grida più forte





"La Groenlandia e io ci siamo trovati, ora lo so. Spesso ci accorgiamo di qualcosa solo quando qualcuno, magari anni più tardi, ce lo fa notare. D'un tratto capiamo il senso delle nostre azioni, che fino a quel momento ci era sfuggito."











Robert Peroni, scalatore ed esploratore altoatesino, ha lasciato tutto per andare a vivere con gli Inuit in Groenlandia. Il libro racconta l'incontro con un popolo straordinario e con una terra ostile e meravigliosa, in cui la natura è madre e matrigna, e ci porta a farci molte domande sul come noi occidentali ci approcciamo verso chi è diverso.

Dove il vento grida più forte
Robert Peroni
Sperling&Kupfer
2013

mercoledì 1 febbraio 2017

Biblioburro: In viaggio alla scoperta degli orsi




Se volete incontrare un orso meglio essere preparati e conoscere a fondo l'argomento, perché gli orsi non sono tutti uguali. L'Orso Nero, ad esempio, pesa circa 180 kg e se lo incontri è meglio arretrare lentamente; l'Orso Bruno invece non può arrampicarsi sugli alberi e se lo incontri devi fingere di essere morto.
In questo modo si comporta il protagonista del libro che, zaino in spalla e orsetto di peluche in braccio, parte alla ricerca di un vero orso. Sarà fortunato: incontrerà entrambi gli orsi e scoprirà che è meglio evitare di fargli le coccole!

In viaggio alla scoperta degli orsi
Michelle Robinson, David Roberts
Traduzione Zoolibri
Zoolibri
2016
da 5 anni