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martedì 19 gennaio 2016

Biblioburro: Klaus e i ragazzacci



"Siamo stati amici per anni.
Ci facevamo chiamare i Ragazzacci, ma era solo per scherzo. Eravamo terribili, è vero, ed eravamo sempre pronti a fare casino o a piantare grane. In realtà, però, non abbiamo mai combinato nulla di serio, o almeno mai, prima di quel famoso autunno. 
Quell'autunno di quando avevamo quasi tredici anni, e di quando a scuola è arrivato Klaus Vogel."









Inghilterra, fine anni Sessanta. La guerra è finita ma la Germania ne porta ancora ferite profonde, anzi, una ferita che divide la città di Berlino in due: Est e Ovest. Klaus Vogel viene da Berlino Est, è un ragazzino timido, riservato che non ama molto parlare, ma è un asso nel gioco del calcio. Grazie a questa sua abilità viene notato da David, ragazzino sensibile ma con un carattere debole che insieme ad altri coetanei fa parte della banda dei Ragazzacci, teppistelli da poco, finché a dettare le regole non arriva Joe Gillespie, il vero capo della banda, più grande e "navigato" uno di quelli che non accetta consigli o repliche da nessuno. Quello che Joe dice i Ragazzacci lo devono fare, anche dar fuoco alle siepi del signor Eustace che, secondo Joe, deve essere punito per essersi comportato da codardo.
Tutti accettano. Anche David, che pur non approvando quel gesto folle, non osa contraddire il capo perché la paura di Joe è tanta. Ad un certo punto però, sarà Klaus a dire NO e a sfidare la supremazia di Joe.

David Almond, grande autore per ragazzi, racconta «di come, a volte, i muri si possano superare nei modi più semplici e imprevisti». Una narrazione schietta, densa di vita, amicizia e di emozioni. 

Klaus e i ragazzacci
David Almond
illustrazioni di Marianna Coppo
traduzione di Laura Russo
Sinnos
2015
80 pag.
da 10 anni

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