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martedì 8 settembre 2015

Biblioburro: Il fantasmino che voleva essere visto


"C'era una volta un fantasmino, ma nessuno lo vedeva perché era invisibile come tutti i fantasmi.
Questa cosa lo rendeva triste. Si sentiva vuoto e piangeva spesso.
Un giorno decise di rendersi visibile mettendosi addosso un lenzuolo."









Ma un lenzuolo addosso non migliora la situazione, perché anche così sembra che nessuno si accorga di lui. Il fantasmino prova ad andare al bar a prendere qualcosa da bere e a camminare per strada in mezzo alla gente, ma l'unico risultato che ottiene è un mantello sporco e spiegazzato. L'idea di ricoprirsi di gioielli ottiene l'effetto desiderato...tutti si accorgono di lui, ma solo il tempo necessario per derubarlo. Deluso e spaventato il fantasmino si rifugia in un castello abbandonato, che forse tanto vuoto non è...trova, infatti, tanti fantasmi invisibili come lui, che lo accolgono nella loro grande famiglia.
Con intelligente semplicità Bénédicte Guettier racconta una storia di crescita, di paura di non essere visti abbastanza, da se stessi e dagli adulti. Perché è chiaro che il fantasmino (ino) è un piccolo che sta cercando il suo posto nel mondo. Un albo di grande formato, con illustrazioni colorate e contornate di nero, che ben si presta ad una lettura corale. Ma anche autonoma, come prima lettura, poiché il carattere utilizzato è lo stampato maiuscolo.

Il fantasmino che voleva essere visto
Bénédicte Guettier
traduzione di Tommaso Gurrieri
Edizioni Clichy
2015
da 4 anni

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