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sabato 31 maggio 2014

Un castello di Fiabe

Lasciateci questo vanto...in fondo non è la prima volta che facciamo le principesse al castello! Finché un drago non viene a rapirci noi (se ci invitano) stiamo lì, nel castello. E se poi arriva un principe (anzi, meglio due, che litigare non ci piace... soprattutto se il suddetto principe è dell'una o dell'altra) a salvarci...pazienza! Vorrà dire che ci faremo salvare.


Comunque, siamo tornate al Castello di Stenico e questa volta i nostri cavalieri e le nostre dame erano bambini di prima e seconda elementare (dire primaria non ci piace mica tanto), arrivati a destinazione dopo una bella camminata.

Naturalmente il filo dei racconti non poteva che essere annodato da Re, Regine, principesse e nobiltà varia. Tutti comodamente seduti nel suggestivo cortile interno del castello a gustarsi la storia del re che accidentalmente si siede su uno spillone e... ahilui! Nessuno vuole toglierglielo perché duca, marchese, maggiordomo... non si sentono all'altezza. Solo un lavoro di squadra potrà riportare la serenità sul viso del Re.

                       
   

Il mostro che amava le storie è un classico, ha quel sapore proprio di storia d'altri tempi che la rende sempre piacevole all'ascolto, e soprattutto offre interessanti spunti a quei bambini che "farebbero fuori" i mostri solo a colpi di pugni o con qualche brutta arma! Infatti, il protagonista Valentino sconfigge il terribile drago a suon di racconti di imprese gloriose.











Abbiamo giocato con il libro di Leo Timmers, Sono io il re, anche se non è ambientato in un castello. I buffi animali che si rubano la corona a vicenda fanno sempre ridere i bambini. Così pure La principessa con il dito in bocca, che passa notte e giorno sempre con il pollice in bocca, rendendo incomprensibili le frasi da lei pronunciate. In effetti, ci abbiamo provato anche noi, non è semplice dire "c'è una volpe!".


Per rilassarli (anche se dopo la camminata non ce n'era davvero di bisogno) è arrivata La principessa sbadiglio che, forse per noia, fame o sonno non smette mai di sbadigliare, contagiando tutti: il re, la regina, i ministri...persino il cane e il gatto del giardiniere.


Sarà stata l'atmosfera del castello (davvero molto bello), i bambini partecipi e attenti, le maestre con il sorriso, le simpatiche canzoni che ci hanno cantato alla fine delle storie...chissà..però è stata proprio una bella mattina!
E bravo il bibliotecario che ha queste idee: di spedirci al castello a raccontar storie ai bambini.

Sono io il re
Leo Timmers
2007
Clavis
da 5 anni

La principessa col dito in bocca
René Gouichoux, Gitte Spee
2008
Fabbri editori
da 4 anni 

Il mostro che amava le storie
Sabine De Greef
2004
Babalibri
da 5 anni

Il sedere del re
Raquel Saiz, Evelyn Daviddi
2007
Logos
da 5 anni

La principessa sbadiglio
Carmen Gil, Elena Odrizola
2007
Logos
da 5 anni

venerdì 30 maggio 2014

Il Totem delle storie o Contavolte


In principio era così, un po' bruttino da vedere, ma aveva un compito assai importante: contare le volte in cui i bambini sarebbero venuti in biblioteca per le letture mensili. 




 L'unica "regola" che abbiamo dato per costruire il Totem delle storie, o Contavolte, è stata quella di utilizzare solo materiale di riciclo, in modo da coinvolgere e sensibilizzare i bambini sulla raccolta differenziata. In questi otto mesi li abbiamo visti crescere (i Contavolte, mica i bambini... sì anche quelli in realtà), meravigliandoci sempre sulla fantasia e sulla creatività.



E' stato davvero divertente vedere come i bambini (e le maestre) si sono divertiti a riutilizzare gli oggetti; alcuni hanno ricreato personaggi di libri che avevamo letto, altri si sono ispirati al tempo e alle stagioni. 
Colla, forbici e colori... noi proprio non ce lo aspettavamo tutto questo entusiasmo! Questa è arte, bambini!! E complimenti alle maestre che anche in questo anno scolastico hanno creduto e partecipato attivamente al progetto promosso dalle biblioteche della Gestione Associata Valle del Chiese.


























PS: Quel "8 x insieme" va letto così: 8 volte insieme...

giovedì 29 maggio 2014

Biblioburro:Fuorigioco


Vienna, primavera 1938. Marcus è un bambino di 9 anni che va pazzo per il calcio e soprattutto per Matthias Sindelar il capitano della sua squadra del cuore, soprannominato il Mozart del pallone. Quando si presenta l'occasione di vederlo in azione sul capo del Pradel, il bambino è al settimo cielo. L'occasione è quella del 3 aprile, quando le squadre di Austria e Germania si incontrano per l'ultima partita prima dell' Anschluss, l'annessione dell'Austria alla Germania per formare la "Grande Germania".


nel suo animo bambino Marcus vede questo evento come una cosa eccezionale e bella, e nutre grande stima pe i Führer che "guiderà la Nazione e Sindelar la nazionale". Il padre però non la pensa allo stesso modo, antinazista cerca in tutti i modi di convincere Sindelar aboicottare la partita. Il giorno dela grande sfida, con grande stupore di tutti il Mozart del pallone segnerà uno dei gol più belli della storia e insieme al compagno di squadra Sesta (che segna la seconda rete), porterà l'Austria alla vittoria. Una sconfitta per Hitler, che vede a sua Germania sfigurare miseramente, soccombendo sotto le grida festose degli austriaci. Lo smacco peggiore però, il Führer lo riceve a fine partita, quando Sindelar e Sesta si rifiutano di fare il saluto nazista, rendendo memorabile al popolo austriaco quella giornata di (doppia) vittoria.

Fabrizio Silei e Maurizio A.C.Quarello danno vita ad un capolavoro. Un testo perfetto, che racconta la felicità semplice di un bambino, l'amore verso il proprio Paese e la storia di un grande uomo che ha saputo, tramite il calcio, unire un popolo in un solo cuore. 

Fuorigioco
Fabrizio Silei, Maurizio A.C.Quarello
Orecchio Acerbo
2014
40 pag.
da 10 anni 

mercoledì 28 maggio 2014

Maggio negli asili


E con maggio finisce la nostra avventura negli asili. Il tempo è davvero volato da quando abbiamo cominciato in ottobre, i bambini che prima ci guardavano un po' con sospetto adesso ci abbracciano, ci baciano e ci chiedono di non andare via.
Per l'ultimo incontro ci siamo presentate come sempre, abbiamo mandato indietro le lacrimucce e via.. Per questo abbiamo cominciato con Max il coraggioso, il gattino impavido che vuole andare a cacciare un topo, ma non sa proprio quale aspetto possa avere perciò interroga tutti gli animali che trova fino ad arrivare a mettersi nei guai con Mostro. Ai bambini piace molto l'ingenuità di Max e ridono di gusto quando chiede ad un elefante "Sei tu Topo?".

Della casa editrice Minibombo avevamo già sperimentato con successo Il Libro cane; questa volta abbiamo letto con i bambini Orso buco. La storia è davvero semplice, ma l'intelligenza del libro sta nelle figure, che non sono altro che stilizzate forme geometriche: gli animali protagonisti sono dei cerchi, ognuno di colore diverso e il percorso che devono fare è scandito da linee colorate (il fiume azzurro, la strada grigia, il bosco verde, il deserto giallo). In questo modo i bambini hanno potuto raccontare la storia senza quasi leggerla, perché una volta capito il meccanismo (le frasi principali si ripetono) è riconosciuto i vari animali nei cerchi colorati..il gioco è fatto! Non per niente Orso buco è finito in Nati per Leggere!




Si avvicina l'estate e il caldo (speriamo) e insieme a Gek Tessaro abbiamo cercato di convincere la paperetta a fare un tuffo nello stagno. Il fatto è non è una novità tra gli scaffali della biblioteca, ma i disegno inconfondibili, e la simpatia della papera testarda ci hanno fatto ridere di nuovo.



Dopo la paperetta che non vuole farsi il bagno abbiamo letto Per fortuna c'è la mamma, anche questo in Nati per Leggere. E' piaciuto molto ai bambini, e si sono aperte belle discussioni sul fatto che i quattro fratelli della storia dicono delle bugie alla propria mamma per nascondere una loro birichinata. 


Il finale scoppiettante lo abbiamo lasciato al mitico Tullet e al suo Un libro. Questo libro rientra tra la top-ten degli intramontabili, non si può non farlo provare almeno una volta ai bambini. E infatti chi ancora non lo conosceva è rimasto a bocca aperta osservando la magia dei pallini che cambiano colore, si muovono e si moltiplicano ogni volta che col dito si tocca o si gira il libro.



Max il coraggioso
Ed Vere
Rizzoli
2014
da 5 anni


Orso buco
Nicola Grossi
Minibombo
2013
da 4 anni

Il fatto è
Gek Tessaro
Lapis
2010
da 4 anni

Per fortuna c'è la mamma
Zar Baldisserotto, Stefania Vianello
2014
Kite
Da 4 anni


Un libro
hervé Tullet
Franco Cosimo Panini
2010
da 3 anni

martedì 27 maggio 2014

Biblioburro Virginia Wolf la bambina con il lupo dentro






Un giorno mia sorella Virginia si è svegliata che aveva un lupo dentro.
Faceva versi da lupo e si comportava in modo strano...












Virginia non vuole vedere nessuno, non vuole sentire rumori, ulula alla luna, smette persino di parlare. La sorella Vanessa cerca in tutti i modi di aiutarla e di starle vicino, ma nulla sembra sollevare la bambina dal suo buio e dal suo dolore. 





Il solo posto in cui Virginia pensa che potrebbe tornare ad essere felice si chiama Bloomsberry; un posto pieno di dolci, di fiori, di alberi... un posto che non esiste, ovviamente. E' a questo punto che la sorella Vanessa compie un grande gesto d'amore attraverso la pittura: disegna per lei Bloomsberry sulla parete della sua camera, con un giardino, alberi, dolci, ci mette persino una scala e un'altalena così... il lupo sparisce e Virginia torna a sorridere.







Un albo illustrato che racconta con delicatezza e profondità (d'altra parte la traduzione è di Beatrice Masini) un male piuttosto diffuso: il lupo dentro. 





La storia si ispira liberamente alle due sorelle, in arte Virginia Woolf e Vanessa Bell, ma ha la capacità di affrontare con grazia quel sentimento di rabbia e di malinconia che assale ognuno di noi (anche da bambini), spesso senza una motivazione chiara. 
Il sito dell'autrice Kyo Maclear e quello dell'illustratrice Isabelle Arsenault, di cui abbiamo già presentato Jane, la volpe & io. 

Virginia Wolf. La bambina con il lupo dentro
Kyo Maclear, Isabelle Arsenault
Rizzoli
2014
pp.32
da 8 anni

lunedì 26 maggio 2014

Biblioburro: Per fortuna c'è la mamma


Tafo, Tefo, Tifo, Tofo e Tufo sono cinque piccoli ricci e sono fratelli. Tufo è il più piccolo e il più impacciato ma non vuole essere meno coraggioso degli altri, così non si tira indietro quando i fratelli decidono di rotolare lungo un ripido pendio. Il piccolo riccio va a sbattere contro in albero e rimane miseramente incastrato con gli aculei nel tronco. I fratelli non riescono a liberarlo così decidono di andare a casa a pensarci su.
Fanno finta di nulla ma alla mamma non scappa niente e capisce che i quattro hanno un problema. Il sospetto diventa certezza quando interrogando i fratelli ognuno di loro dà una versione diversa di dove sia il loro fratello minore.



La mamma parte alla ricerca del piccolo e riesce a liberarlo. Per fortuna c'è la mamma! che sempre toglie dai guai e riporta la tranquillità. 
Un tenero albo illustrato sulla infinita pazienza materna e sulla capacità che hanno (le mamme) a risolvere qualsiasi situazione. Per parlare di crescita, di coraggio e di bugie (i quattro fratelli non si fanno scrupoli a dirle).
E anche le immagini devono essere menzionate: la tecnica usata da Stefania Vianello è davvero unica e particolare: con del filo colorato ha dato vita a dei simpatici ricci e a dei particolari paesaggi.
Il libro fa parte della nuova bibliografia Nati per Leggere.

Per fortuna c'è la mamma
Zar Baldisserotto, Stefania Vianello
2014
Kite
Da 4 anni

venerdì 23 maggio 2014

Biblioburro: Jane, la volpe & io





"Oggi è impossibile andare a spasso. 
Anche nei corridoi della scuola, o in cortile, perfino sulle scale in fondo, quelle che vanno verso l'aula di arti plastiche e che puzzano di latte cagliato.
Quelle sono dappertutto, come i loro insulti, scarabocchiati sui muri."








Una graphic novel dedicata ai lettori adolescenti, che è già tra i finalisti del Premio Andersen e che il New York Times ha indicato come uno dei migliori dieci albi illustrati del 2013, e che si è già aggiudicato i più importanti riconoscimenti canadesi relativi alla scrittura per l'infanzia.

Un libro che da diversi giorni è fermo sulla mia scrivania, letto e riletto e riletto ancora. Le parole per parlarne non arrivano facilmente, difficile raccontare qualcosa di perfetto.




Ci si sente immediatamente dalla parte della protagonista, si avvertono chiaramente la sua solitudine ed il suo disagio: Helene è una ragazza sola, attorniata da ex-amiche che sparlano di lei e che la definiscono grassa e goffa. Le cattiverie la isolano a tal punto che inizia a sentirsi come gli altri la vedono, nonostante il dottore le ribadisca "Sei assolutamente normale". 




La sola cosa che la faccia sentire bene è la lettura; Helene riesce ad immergersi nei libri fino a dimenticare ogni suo problema, ed il libro che la salva è Jane Eyre. Così la storia della ragazza del nostro tempo prosegue parallela con quella più antica di Jane la governante, rivista con gli occhi di Helene.




Il linguaggio di Fanny Britt è preciso e pulito, pieno di grazia e di eleganza. Le illustrazioni di Isabelle Arsenault sono il completamento ideale per raccontare una storia in cui diverse ragazze (e ragazzi) potranno immedesimarsi: amicizie difficili, episodi di bullismo, il fisico che cresce e cambia... Giocato quasi interamente sui toni scuri, neri e grigi; all'inizio i colori compaiono soltanto quando Helene racconta la storia di Jane, quasi che la vita "vera" sia quella descritta nel romanzo di Charlotte Bronte e non la sua, ma a partire dall'incontro di Helene con una volpe i colori inizieranno a colorare anche le sue giornate.... 





Già, una volpe. Cosa c'entra una volpe in una graphic novel sul bullismo e sulla difficoltà di crescere? Una geniale trovata dell'autrice grazie alla quale anche la vita di Helene subirà un profondo cambiamento. 
Potere dei libri e della letteratura! Non lasciatevelo scappare!

Jane, la volpe & io
Isabelle Arsenault, Fanny Britt
Mondadori (Contemporanea)
2014
pp.99 
da 10 anni

giovedì 22 maggio 2014

Biblioburro: I cinque malfatti


Cinque buoni motivi per leggere I cinque malfatti:

1) L'autrice si chiama Beatrice Alemagna, che è come dire Che cos'è un bambino?, Nel paese delle pulcette, Le pulcette in giardino, Un leone a Parigi, Buon viaggio, piccolino!, La gigantesca piccola cosa


2) Il libro è edito dalla casa editrice Topipittori.


3) Il tipo straordinario è uno, mentre i malfatti sono cinque.


4) I cinque malfatti sbagliano tutto.


5) Nel libro compare la parola "stupido".


Non bastano? Non vi resta che correre ad acquistare il libro (oppure andare in biblioteca) per scoprire gli altri motivi per i quali leggere questo libro. 

I cinque malfatti
Beatrice Alemagna
Topipittori
2014
pp.40
da 5 anni

mercoledì 21 maggio 2014

Tornare all'università...


... ma senza ansia da prestazione o esami da superare!

Procediamo con ordine. Sapevamo da tempo di questo appuntamento importante; lo avevamo segnato in agenda e abbiamo fatto il possibile per tenerci libera la giornata (certo, anche un pizzico di... fortuna non guasta a volte!). Ci siamo date appuntamento alle 9.15 davanti al portone di ingresso dell'Università Cattolica di Brescia facoltà di Scienze della formazione primaria con la docente del corso di lingua e grammatica italiana Maria Polita, curatrice di questo blog, e soprattutto con Antonella, di cui abbiamo già parlato qui e qui
Abbiamo conosciuto questa donna effervescente ed appassionata qualche tempo fa ad un corso legato ai libri e alla lettura. Ce ne siamo follemente innamorate e glielo abbiamo più volte dichiarato. D'altra parte è spesso troppo facile parlare e scrivere di ciò che non funziona e che si potrebbe migliorare, mentre non è altrettanto scontato parlare delle cose belle. Ci sono persone che amano il lavoro che svolgono e che, pur riconoscendo razionalmente le difficoltà e i problemi che vivono quotidianamente, sanno guardare le cose dal punto di vista positivo, da ciò che funziona, e da lì partire. Persone appassionate e competenti, che sanno trasferire la loro passione e i loro studi in ciò che insegnano. Persone coerenti, come non sempre se ne incontrano. Antonella è una di queste persone, ed incontrarla è stata una bella fortuna.



Ma torniamo all'Università...
Antonella era stata invitata dall'amica docente a tenere una lezione sulla didattica della grammatica, cioè per raccontare come svolge ogni giorno il suo lavoro di insegnante. L'incontro è durato circa 90 minuti, durante i quali ha parlato, letto, mostrato alcuni degli albi illustrati dai quali coglie spunti per lezioni meravigliose create appositamente per spiegare ai bambini la differenza tra "nome proprio" e "nome comune" (lo fa leggendo L'alfabeto dei sentimenti, per intenderci), per definire "verbo" e "aggettivo", ma soprattutto libri utilizzati come saluto del mattino, di ogni mattino. Sì, perché Antonella entra in classe ogni mattina e legge una storia ai suoi bambini per il puro piacere di farlo e di farsi ascoltare. I bambini cambiano, anche le storie e pure i libri, così come le lezioni perché Antonella non ama ripetersi, ed è capace di mettersi in gioco e di ricominciare ogni volta, con la stessa passione di sempre. Certo, questo comporta una (enorme) perdita di tempo; significa leggere moltissimo, curiosare siti e blog specializzati per essere aggiornate, prepararsi, ma, dice, "non potrei fare diversamente".



La lezione è terminata dopo alcune interessanti questioni sollevate dalle alunne presenti, attente e silenziose. Applausi sinceri.
Cosa è successo dopo, non vi è dato saperlo. Vi basti sapere che è stato esattamente come ce lo aspettavamo, e poi forse possiamo anticiparvi che sentirete ancora parlare di lei, e non soltanto da noi...

martedì 20 maggio 2014

Biblioburro: Io sono un supereroe




Ciao, ma chi sei?
Amici, sono un Supereroe! Ogni giorno devo superare tutte le prove che mi danno i grandi! Non mi piacciono, ma ci vogliono tanto coraggio e una supertuta!









Per affrontare al meglio una giornata ci vuole un coraggio da Supereroi. Lo sa bene il protagonista di questa divertente storia, che ha pronta una supertuta per ogni momento della giornata. Le prove da superare sono davvero tanto, le lotte con lo spazzolino da denti o con il pettine sono terribili, anche perché di solito sono tra le prime da affrontare quando inizia la giornata. Per fortuna poi c'è la tuta Mangiatutto, perché a tavola, quando la mamma dice Stai seduto composto! Finisci quello che hai nel piatto... non è facile ubbidire. 



Ci sono i prepotenti da sconfiggere e i deboli da salvare (i fratellini!) e quando serve si può chiedere aiuto ai fidati amici Superbau e Supermiao. Finita la super-giornata non c'è che mettersi il pigiama e infilarsi a letto, pronti ad affrontare mille avventure il giorno successivo.


Un libro innovativo, che parla di indipendenza e di crescita, attraverso un linguaggio "Super", dinamico e che affronta questa tematica in modo giocoso, trasformando il bambino in un supereroe per rendere anche i momenti più noiosi divertenti e significativi. Le parti della giornata sono suddivise in Missioni, con orario e titolo della missione. Il testo è scritto in stampato maiuscolo, perciò il libro è proprio adatto ai bambini che cominciano ad assumersi le prime responsabilità quotidiane.
L'albo è accompagnato da un'APP, in cui è possibile giocare ed aiutare il protagonista a superare le varie prove giornaliere, questo il sito dedicato al libro.

Io sono un supereroe
Fausto Montanari
ElectaKids
2014
da 5 anni