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giovedì 18 settembre 2014

Biblioburro: La Signorina Euforbia








"Cosa ci facesse negli anni duemila la Signorina Euforbia era difficile a dirsi. Già il nome suonava di un altro tempo, ma non era certo colpa sua se il papà l'aveva chiamata così perché adorava le piante e, fra tutte, l'Euforbia in particolare."











Un insieme di indizi mi ha portato a desiderare di leggere questo libro fin dalla sua comparsa. Il titolo, che rimanda (anche) ad un minuscolo fiorellino bianco; la copertina, dal sapore un po' retrò; l'idea che si parlasse di ricette, soprattutto di ricette dolci... Se ci aggiungiamo che il libro ha vinto il Premio Andersen nella fascia 9-12 anni e che in Trentino è stato selezionato nella cinquina del concorso Sceglilibro, direi che gli indizi facevano la prova che ne valeva davvero la pena!
Euforbia è una Signorina d'età indefinita, proprietaria di una pasticceria. Una maestra pasticciera, insomma, ma di quelle un po' speciali. I suoi dolcetti infatti hanno tutti un nome particolare, "Potrebbe-venirmi-una-buona-idea?", "Chi-trova-un-amico-trova-un-tesoro!", "Vediamo-di-capire-se-vai-bene-per-me", ed ovviamente contengono dei poteri speciali: curano non solo il palato, ma anche il cuore. Euforbia prepara e confeziona dolci su misura, ed è questo che cattura fin da subito Marta, dodicenne da poco rimasta orfana della madre, e poi Matteo, e li porta ad iscriversi al suo corso di pasticceria. Non impareranno solamente a cucinare dolci; diventeranno amici, e forse qualcosa di più, ed insieme daranno anche un aiuto alla stessa Euforbia quando qualcuno vorrà demolire il suo negozio. 
Molto interessante l'idea dei pasticcini "su misura" per parlare in maniera lieve e delicata di argomenti non facili, quali la perdita di un genitore e le difficoltà legate alla crescita.   
La casa editrice San Paolo pare essere abbonata al Premio Andersen, che vinse anche nel 2013

La Signorina Euforbia 
Luigi Ballerini
San Paolo
2014
pp. 127
da 9 anni


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