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martedì 8 luglio 2014

Biblioburro: Ferriera



Come capire l'importanza dei graphic novel? Leggendo Ferriera!
Così come ci era già capitato con questo e questo, dopo aver letto Ferriera ci si meraviglia di come con pochissime parole si possano raccontare molte cose. Certo, l'autrice è Pia Valentinis, vincitrice del Premio Andersen nella categoria "Miglior illustratore" perciò, come dire, si cade in piedi.


In ogni caso anche senza riconoscere immediatamente la bravura e la qualità di chi scrive, ciò che emerge prepotentemente da una prima lettura del libro è l'importanza di questo nuovo genere letterario nel panorama editoriale contemporaneo. Il graphic novel (che ancora non ha una sua affermazione linguistica, dato che viene nominato indifferentemente al maschile e al femminile) può essere un valido aiuto nell'avvicinare (o riavvicinare) i giovani lettori ai libri e alla lettura, dato che mescola sapientemente linguaggio scritto e linguaggio iconografico. In questo caso l'unione è perfettamente riuscita.



Il libro racconta il rapporto tra una figlia e suo padre, operaio in una fonderia, allargandosi da racconto personale, a tratti intimo, a storia generale di un Paese e di una società dal dopoguerra agli anni Settanta. La ragazza è l'autrice stessa, che ricorda il padre Mario, descrivendone momenti familiari privati (il suo odore, le sue poche parole) e le difficoltà sul lavoro: gli incidenti, le corse e le attese al Pronto Soccorso, la lotta operaia, ma anche l'incontro con la sua futura moglie, le partite a carte, gli amici...
A parte tutti i motivi insiti nella storia raccontata che valgono la lettura del libro, la motivazione principale per la lettura rimane forse il ritratto di un padre fatto dalla figlia adolescente, commovente e realistico. 

Ferriera
Pia Valentinis
Coconico Press - Fandango
2014
pp.120
da 13 anni

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