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mercoledì 2 luglio 2014

Biblioburro: Immagina di essere in guerra






Se oggi in Italia ci fosse la guerra... tu dove andresti? Se le bombe avessero distrutto quasi tutto il paese, quasi tutta la città? 













Un inizio da far accapponare la pelle. Uno scenario che al giorno d'oggi ci sembrerebbe irreale e irrealizzabile. Il nostro Paese devastato e in mano ad un dittatore, la democrazia un ricordo lontano, l'Unione Europea fallita e sconvolta da perenni lotte da Stati. Ci troviamo soli, spauriti, affamati e in una casa che di casa ha solo il nome. L'unica via di salvezza è la fuga, ma come si può fuggire senza soldi, senza appoggio, senza meta? Dove andare con una madre ammalata, una sorellina colpita da una granata e con il rischio di rimanere uccisi da un cecchino? Eppure la voglia di vivere è più forte, perciò si prova a scappare e ad andare in un posto dove la pace e la speranza sono ancora possibili: il mondo arabo. E così dopo non poche difficoltà si arriva in Egitto, dove però non si è ben accolti, anzi, si viene rinchiusi in un campo profughi come dei criminali, degli animali...

Tu hai portato il tuo diario. Ti aiuterà a ricordare che c'era una vita prima della guerra: quando gli italiani erano un popolo misto, con il diritto di avere opinioni diverse su tutto. Quando guardavi un film francese il venerdì, andavi ad un concerto di rock inglese il sabato e la domenica correvi sui tuoi roller spagnoli finché, stanco morto, concludevi il weekend davanti a una Coca maxi al McDonald's sotto casa. Tiravi fuori di tasca il tuo iPhone per vedere se era più veloce del Samsung o del Sony Ericsson dei tuoi amici...

Janne Teller ci invita a riflettere, e lo fa seriamente. Sarà che proviene da una famiglia di rifugiati austriaco-tedeschi immigrati in Danimarca, sarà che ha lavorato come mediatrice esperta nella gestione dei conflitti per la UE e l'ONU, sarà che certe esperienze le ha viste e vissute di persona... sarà soprattutto che vuole far aprire gli occhi a tutte quelle persone che trovano le parole "guerra", "rifugiato politico", "esilio" appartenenti ad una realtà diversa dalla loro. 
Il libro si presenta come fosse un passaporto: il formato, la copertina flessibile, il colore marrone/bruciato e le scritte in oro. Il viaggio che questo libro/passaporto ci fa fare però è ben diverso dai libri di avventura, perché immedesimarsi in un ragazzo (o adulto) costretto a lasciare la comodità di casa per scappare è molto più difficile che pensare di essere un supereroe alle prese con i marziani. L'idea di una realtà catastrofica è ormai al di fuori della nostra immaginazione, abituati ad un certo benessere (anche mediocre, ma comunque molto distante dallo stato bellico) facciamo fatica a capire davvero l'angoscia dei nostri nonni o bisnonni che hanno vissuto l'esperienza drammatica della guerra. 
Helle Vibeke Jensen è una delle più conosciute illustratrici del panorama editoriale danese. Le illustrazioni di questo libro sono decisamente originali e di forte impatto emotivo e riescono a dare ulteriore risalto ad un contesto scenico molto incisivo. Nel 2004 è stata insignita del Premio per gli Illustratori del Ministero della Cultura.  

Immagina di essere in guerra
Janne Teller, Helle Vibeke Jensen
Feltrinelli
2014
64 pag
da 12 anni

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