Pagine

Translate

martedì 25 marzo 2014

Biblioburro: Perché il cane ha il naso bagnato?






Tanto, tanto tempo fa, non molto dopo la creazione del mondo, cominciò a piovere. 
Era una pioggia battente, con scrosci che cadevano dal cielo come barre d'acciaio e sembrava non smettere mai. Fu allora che un uomo di nome Noè, che era molto saggio, iniziò a costruire una grande barca di salvataggio. Era fatta di una enorme quantità di tronchi e fu chiamata Arca.









Chiunque abbia un cane almeno una volta se l'è chiesto...lo abbiamo fatto anche noi! Non abbiamo (ancora) fatto una vera e propria discussione, di solito ci si limita a raccontare i particolari e le vicende disastrose dei rispettivi amici a quattro zampe (canini).
Ma per rispondere al quesito sul perché i cani hanno il naso bagnato e freddo bisogna tornare indietro nel tempo, tanto e tanto tempo fa...quando Noè decise di costruire l'Arca.

Ora, questo Noè ne ha viste davvero di tutti  i colori! L'ultima impresa l'ha visto cadere in mare con il rischio di rimanere a mollo per un bel po'. Così ce lo aveva raccontato Gek Tessaro in Quando Noè cadde dall'Arca

Kenneth Steven ci racconta un'altra avventura a bordo dell'Arca, dove il protagonista è un'altra volta un cane (se avete letto quello di Tessaro sapete perché!) che questa volta salva tutti dall'imminente naufragio. Colpa di un buco che dopo venti giorni di navigazione si apre nello scafo della nave. Che fare? Noè ci pensa su e la soluzione migliore la trova inserendo il cane nel buco. Il povero animale si fa quaranta giorni con il naso in ammollo, ma salva tutta l'Arca. Da quel giorno il naso del cane rimane freddo e bagnato. 



Il tocco in più lo dà Øyvind Torseter, illustratore norvegese che ci presenta un Noè moderno, con barbetta, orecchino e tatuaggio, impegnato a salvare il mondo e a nutrire gli ospiti dalla mattina alla sera. Immagini piene di particolari buffi e divertenti (quelli che piacciono tanto ai bambini) con animali sull'Arca impegnati a giocare alle carte, a farsi i massaggi, a tuffarsi in piscina. Il libro è stato premiato come miglior albo norvegese per bambini nel 2012, e ancor prima, nel 2008, ha ricevuto il Bologna Ragazzi Award.
Ma i migliori riconoscimenti, si sa, sono quelli che arrivano direttamente dai bambini. Lo sa bene  Antonella, insegnante e blogger di APEdario, che utilizza gli albi illustrati nel modo più intelligente possibile: leggendoli tutti i giorni ai suoi alunni e utilizzandoli per migliaia di attività diverse. Proprio con questo libro ha presentato la lettera C.
Il blog lo conosciamo da un po', come abbiamo avuto la fortuna di conoscere anche la vulcanica insegnante ad un corso a Milano sugli albi illustrati. Ne sentirete ancora parlare!

Perché il cane ha il naso bagnato?
Kenneth Steven, Øyvind Torseter
Mondadori Electa, collana ElectaKids
32 pp.
2014
da 5 anni

2 commenti:

  1. Mie carissime Briciole, avevo già postato un commento l'altra sera, ma non è stato salvato...
    Ci riprovo.
    Grazie della meravigliosa pubblicità (non sono sicura di meritarmi tanti e tali elogi): "Perchè il cane ha il naso bagnato?" è un libro che ci ha dato grandi soddisfazioni, perché ha permesso ad ogni bambino di realizzare disegni complessi con il pennarello a punta finissima, per poi colorarli con la maggior cura possibile e seguendo i suggerimenti impliciti delle immagini. La storia è piaciuta molto ai bambini, anche perché narra un episodio biblico che tutti conoscono (il diluvio universale) reinterpretandolo e spiegandoci le ragioni di quel magnifico naso morbido e umido che i nostri amici a quattro zampe hanno.
    Un abbraccio, Poliicine!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. LEI (leggi Antonella) LEI E' una splendida splendida insegnante!!! E si merita tutti gli elogi possibili. E altri, vedrai! :)

      Elimina