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venerdì 28 febbraio 2014

Progetto ambizioso bis


Del Libro cane abbiamo già parlato qui, quando lo abbiamo utilizzato negli asili. In questi giorni abbiamo portato il nostro Biblioburro carico di libri da altri bambini. Il pacchetto è stato regalato per il secondo anno consecutivo da una biblioteca a tutti i bambini degli asili limitrofi (ben sette!). Nelle valli come la nostra, racchiuse tra splendide montagne, i paesini fioccano e sono sparsi un po' ovunque. Così anche gli asili, che si ritrovano ad essere distanti dalla loro biblioteca. 



Il problema dei trasporti e degli spostamenti di molti bambini non incentiva di sicuro le visite in biblioteca e di conseguenza la lettura degli splendidi libri che vi si possono trovare. Ma quella biblioteca è furba (e anche il suo bibliotecario)! Ed ecco che, se l'asilo non può andare dai libri, i libri vanno all'asilo. E il nostro Biblioburro non teme curve, neve, rampe di scale o nuovi bambini.





Tra i libri che abbiamo portato c'era anche il Libro cane, che ci piace tanto e ricorda Tullet e il suo Un libro: è interattivo, scioglie anche il bambino più timido e diverte persino le maestre. Abbiamo così conosciuto Wally, Spaiky, Bob, Stella, Schwarz, Balaba, Rex... tutti cani dormiglioni, giocherelloni e bisognosi di coccole. 





Abbiamo salutato bambini ed insegnanti nuovi, rivisto maestre già incontrate in altre scuole materne (si sa che anche loro si muovono tanto), ma l'accoglienza, l'attenzione, la gioia che un libro sa trasmettere... queste cose le abbiamo ritrovate uguali allo scorso anno. Bambini con gli occhi spalancati, silenziosi e fermissimi; pronti a sorridere al minimo accenno, a scoppiare a ridere per parole inaspettate ("tontolone" quel cane! Ha detto tontolone??), a rabbuiarsi se "Mamma Gufa non torna a casa", a fare il verso al piccolino di famiglia che insiste nel suo "Voglio la mamma!", quasi in maniera catartica; a succhiarsi il ditino, ad infilarne uno nel naso... atteggiamenti che ogni volta ci sorprendono e ci rassicurano, perché qualcosa sta "passando" da noi a loro, e si avverte chiaramente, e la magia (forse) è cominciata. Soprattutto quando, a fine incontro, tutti urlano: "Ancora una storia!".


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