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venerdì 30 agosto 2013

Biblioburro 112° ep.





"C'era una volta una mamma anatra che aveva tre anatroccoli bellissimi e uno...Un momento! E questo cos'è? Sto cercando di leggervi la storia del Brutto Anatroccolo, ma in questo libro c'è qualcosa che non dovrebbe esserci!"











E questo "qualcosa" si aggira tra le pagine del libro creando scompiglio e impedendo alla storia di continuare. Si tratta di un enorme e verdissimo coccodrillo che si diverte a smangiucchiare i bordi delle pagine e a divorare le lettere delle parole! Sembra che le sue preferite siano la O e la S, tanto che il testo diventa quasi incomprensibile: "Ba ta!  ign r  C cc drill ! N n pu i mangiare le lettere!" urla il brutto anatroccolo, che non sembra aver paura di questo enorme rettile che ad ogni pagina diventa sempre più...ingombrante. Ma ad un certo punto il coccodrillo si stanca e decide di andarsene...però uscire da un libro non è così facile...


Un racconto tutto da ridere che ricorda i libri gioco di Tullet, dove il libro diventa molto più di una semplice storia illustrata, ma diventa interattivo e invita i bambini a credere che qualcosa di magico può accadere. Così anche in questo libro dalle immagini bellissime e colorate e dalle parole che sembrano voler scappare dal coccodrillo, il bambino diventa una parte fondamentale per far finire il libro: è lui il vero protagonista che impavido e coraggioso deve girare le pagine per  far uscire l'animale dal libro. Perché alla fine una soluzione c'è sempre!

Attenti al coccodrillo! Aprire con cura
Nick Bromley, Nicola O'Byrne
Nord-Sud edizioni
2012
da 4 anni

giovedì 29 agosto 2013

Biblioburro 111° ep.


Editoriale Scienza è una casa editrice specializzata in divulgazione scientifica per bambini e ragazzi. Nei nostri biblioburro scriviamo più di narrativa che di manuali. Ci siamo avvicinate al mondo della divulgazione perché le biblioteche ci hanno chiesto dei manuali adatti alla fascia d'età scolastica. Non è semplice destreggiarsi nel mondo della divulgazione per bambini, i libri sono davvero davvero tanti, e non tutte le pubblicazioni meritano l'attenzione necessaria. Ma sfogliando il loro catalogo abbiamo trovato delle cose davvero interessanti: perché si rivolge proprio ai bambini, con un linguaggio e delle illustrazioni semplici che non cadono nel banale, nemmeno sugli argomenti.


Abbiamo recensito Il libro pop up dei perché per Mangialibri, la recensione più approfondita uscirà a breve sul loro sito, ma volevamo farvelo conoscere perché ne vale la pena. Quello che immediatamente ci ha colpito è la dicitura sulla quarta di copertina che la dice davvero lunga: curiosi da piccoli, curiosi per sempre! Forse questo libro non riuscirà davvero a rispondere a tutti i perché dei bambini, (sono davvero tanti!) ma di sicuro qualche piccola risposta la darà. Possiamo dire che questo libro è una piccola miniera salva genitori e figli! Sì perché, quando inevitabilmente, ad una certa età i bambini cominciano a chiedere il perché di ogni cosa e i genitori vorrebbero tanto saper rispondere a tutto, anche a quelle domande così ovvie che se la risposta non arriva stupisce anche chi non è in grado di darla.
Così alla domanda: perché bisogna obbedire a mamma e papà? Pronta c'è la risposta: perchè hanno più esperienza: sanno che cosa è pericoloso e cosa non lo è. Proteggono i figli e li aiutano a crescere. Evvai!!
Quarantaquattro pagine pop-up, con tante finestrelle da aprire e da sollevare, animali da accompagnare da una parte all'altra della pagina, alette da girare. 
Ai più grandicelli (genitori, insegnanti, lettori “forti”) verrà di sicuro in mente Il libro dei perché di Gianni Rodari (pubblicato nel 1984), che raccoglie le geniali risposte ai perché più strani dei giovani lettori, che venivano pubblicate negli anni '50 sul quotidiano L'Unità.

Il libro pop-up dei perché
Sylvie Baussier, Didier Balicevic
EditorialeScienza
2013
pp.44
da 5 anni

mercoledì 28 agosto 2013

Biblioburro 110° ep.


Un'esortazione, quella contenuta nel titolo, anzi ancora meglio, un invito: Apri questo piccolo libro e scopri quante storie si possono nascondere anche dentro un piccolo libro. La storia della coccinella rossa, quella della rana verde, quella del coniglio arancione... Un libro che parla di libri e di lettura, perché non lo si fa mai abbastanza e sono ancora in tanti a pensare che si possa vivere senza libri, purtroppo. 
Nel sollevare la copertina, se ne trova un'altra, e poi un'altra, e un'altra ancora, mentre il formato cambia e così pure i protagonisti, e si arriva nel mezzo a scoprire un arcobaleno di colori formato dalle diverse copertine contenute nello stesso libro, e poi via verso la fine, con il formato che da piccolo torna grande e in conclusione l'ultima bellissima immagine 


Avevamo già parlato di libri di questo tipo: qui, qui e anche qui. Perché un libro a volte non è un banale libro! Dei "banali" pezzi di carta posti uno sopra l'altro a volte regalano emozioni che nessun'altra cosa può dare. E peccato davvero per quelli che pensano che senza libri si può ancora stare!
Le due autrici hanno saputo far tesoro della lezione di Bruno Munari, coniugando leggerezza ed ironia. La giovane scrittrice Jesse Klausmeier, americana, lavora come editor per il gruppo  Penguin e questo è il suo libro d'esordio. Non male! L'illustratrice Suzy Lee, nata a Seul, vive e lavora a Singapore, ed ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti.
Un invito alla lettura, divertente ed entusiasmante. Da regalare!

Apri questo piccolo libro
Jesse Klausmeier, Suzy Lee
Corraini
2013
pp.36
da 5 anni

martedì 27 agosto 2013

Biblioburro 109° ep.






"La bambina di questa storia non si chiama Tina, in realtà, ma Ernestina, solo che a Ernestina non piace essere chiamata col suo nome.E' un nome lungo, con troppe lettere. Era il nome di sua nonna, la madre di sua madre, e ora è il suo nome per sempre, anche se insiste con le amiche dell'asilo e la maestra perché la chiamino in un altro modo."









Sarà perchè gli occhi di mio nipote sono "a mandorla" come quelli di Pedro (e lui furbissimo sa approfittarne), sarà perché la copertina è illustrata da Fabian Negrin, sarà anche perché l'autrice ha vinto il Nobel per ragazzi... sarà per tutto questo che il libro l'ho letteralmente divorato. 
La storia è quella di Tina, cinque anni e due case: una in città con il papà e la nonna durante la settimana, l'altra in paese con il papà, la mamma ed il fratello Pedro, ma solo alla domenica. E lei non capisce il motivo di tale separazione. Frequenta la scuola materna, è molto amata ed ha un'amica del cuore, Carlota, ma gli occhi tristi della mamma e "quelli a mandorla di suo fratello daun" sono sempre nei suoi pensieri. Saprà convincere il padre, con la semplicità e la poesia che solo i bambini possiedono, che anche una situazione apparentemente molto difficile può rivelarsi positiva se si rimane uniti.
Il libro è malinconico e toccante ed affronta, con uno stile pacato e discreto, le difficoltà quotidiane del tenere insieme una famiglia alle prese con la disabilità, senza per questo esprimere giudizi. La scrittrice riesce a rappresentare molto bene il punto di vista degli adulti, che sembrano a volte incapaci di reagire, e ancora meglio quello dei bambini che, con saggio candore, riescono a trovare soluzioni coraggiose.
Maria Teresa Andruetto, autrice argentina del libro, ha vinto l'Hans Christian Andersen nel 2012. Questo è il suo primo romanzo tradotto in Italia.

Maria Teresa Andruetto
La bambina, il cuore e la casa
Mondadori (contemporanea)
2013
pp.111
da 10 anni

mercoledì 21 agosto 2013

Nati per leggere

video

Del progetto "Nati per leggere" avevamo già parlato qui e qui. E' in rete il nuovo spot per promuovere un'iniziativa intelligente che va avanti a gonfie vele. In attesa della nuova bibliografia che uscirà tra pochi mesi abbiamo sorriso davanti a questo video.

venerdì 16 agosto 2013

Biblioburro 108° ep.




Una raccolta di undici storie per far divertire, far sognare e far pensare. L'amore forse possibile tra una nuvola ed un girasole, Giggetto e il barbagianni, la vecchina piccina picciò e le lucciole, Giovanna la sarta e i suoi bottoni dimenticati... 
Questo albo illustrato nasce come progetto per sostenere il Centro di alta specialità per il Carcinoma Ovarico della Divisione di Ginecologia IEO (Istituto Europeo di Oncologia).
Il progetto continua qui.

Ho voglia di raccontarti una storia
Daniela Scopigno, Cristiana Cerretti
Sinnos
2013
pp.80
da 6 anni

lunedì 12 agosto 2013

Biblioburro 107° ep.





"I discorsi chiusi erano la specialità di mia madre e si trasformavano all'istante in mine disseminate sul terreno, pronte a scoppiare fra noi nei momenti meno prevedibili al primo passo falso, ma mia madre non riusciva a tenere la tensione alta con me per più di dieci secondi. Era sempre papà che le levava le castagne dal fuoco del conflitto. E papà non c'era più."









Rossana è una ragazzina felice; abita in un solare borgo del Sud Italia, con mamma, papà e nonna amatissima. Poi le cose cambiano improvvisamente: la nonna muore, mamma e papà litigano e lei è costretta a seguire la madre a Bologna, dove si trova così male da iniziare persino ad accusare difficoltà respiratorie e seri problemi di allergia. Finchè una musica ascoltata per strada, un'amicizia speciale nata per caso, il primo bacio ed un cane randagio potranno forse farla sentire di nuovo a casa. 
Un libro raccontato dalla protagonista che ripercorre un intero anno della sua vita, in cui potranno facilmente identificarsi i giovani lettori. Un rapporto difficile con la madre, un amore incondizionato verso il padre e verso la nonna, un atteggiamento ostile nei confronti di chiunque provi ad avvicinarsi a lei: l'atteggiamento tipico di molti preadolescenti, descritto dall'autrice in modo molto fresco e realistico, proprio come se fosse Rossana a parlare. 
Una bella storia davvero sull'adolescenza e sulla crescita. 

Respiro
Maria Beatrice Masella
Sinnos (Zonafranca)
2013
pp.189
da 13 anni

venerdì 9 agosto 2013

Una serata emozionante


Una sedia di legno, delle carte da gioco, un vestitino nero e tre pallottole. Queste poche cose ci sono servite per presentare il libro "Il nazista e la bambina" di Liliana Manfredi. 
La serata si è tenuta a Bagolino domenica 4 agosto, all'interno di una splendida "cort", con archi in pietra che facevano da scenografia e creavano un'intimità speciale. 

lunedì 5 agosto 2013

Gli occhi di una bambina



"Ho settant'anni e sono nata due volte.
La prima volta in casa di mia nonna.
(29 aprile 1933).
La seconda volta ero in mezzo a un prato, di fianco alla casa ridotta in cenere dai tedeschi.
24 giugno 1944.
Avevo tre buchi di pallottola nel corpo.
Il nazista mi puntò il fucile in mezzo agli occhi.
Poi ci guardò dentro.
E fece salva la mia vita."

Liliana vive le sue giornate da bambina nel piccolo paese di Bettola, in provincia di Reggio Emilia, giocando vicino al fiume Crostolo, osservando ciò che le succede intorno e ascoltando i discorsi dei grandi. Ha solo undici anni quando si trova faccia a faccia con la morte, che ha il colore delle divise grigio verde dei soldati tedeschi. Un'azione partigiana fallita miseramente e con conseguenze disastrose condanna i pochi abitanti di Bettola  alla morte. La possibilità di fuggire non viene presa in considerazione e in poche ore, durante la notte, Liliana viene catapultata all'inferno. Si ritrova con tre buchi di pallottola nel corpo e una caviglia rotta, ma viva. A decidere però della sua vita è un soldato tedesco che la trova vicino al fiume e miracolosamente decide di risparmiarla, salvandole così la vita.


"Com'è fatto l'inferno? Che odore ha? Che suono ha? che faccia ha? Che lingua parla? Fa male tutto in un colpo? E' buio o c'è il fuoco? E' sordo o c'è il frastuono? Com'è fatto l'inferno?
Il mio inferno sono sei belve che spingono me e la mia mamma nella camera dei nonni, ci costringono ad andare verso di loro che sono seduti sul letto, si schierano in un secondo contro il muro. Hanno davanti agli occhi un anziano, un'anziana, una bambina e, a sinistra, una donna in piedi.
E sparano.
Sparano. 
Sparano. 
Sparano ancora."

venerdì 2 agosto 2013

Biblioburro 106° ep.






“Ci sono giorni che non si bastano, tanta vita sembrano condensare dall’inizio alla fine: sono i giorni perfetti, col clima miracoloso che alterna fresco e tiepido secondo dove tu vada, all’ombra al sole ancora all’ombra, e non è detto che siano i più sereni, a volte anche le nuvole aiutano con i loro passaggi rapidi che macchiano la terra.”










Il primo libro per adulti di una scrittrice per bambini e con un titolo che non poteva che incuriosirmi: un romanzo abbastanza lungo per giornate che si stanno facendo finalmente e piacevolmente più pigre e più lente, una villa in campagna, una storia ambientata nel 1800 in un'atmosfera romantica… gli ingredienti c'erano tutti.
L’autrice si chiama Beatrice Masini e non ha bisogno di presentazioni. Famosa scrittrice italiana per bambini e per ragazzi, giornalista, editor e traduttrice (sue le traduzioni italiane di alcuni romanzi della saga di Harry Potter).
Bianca, la giovane acquarellista protagonista di questa storia, accetta la proposta di don Titta, eccentrico poeta milanese, di riprodurre le piante ed i fiori del giardino della sua villa di campagna a Brusuglio, dove la famiglia trascorre i mesi estivi. Attorno a lei, la moglie e la madre del poeta, i figli, la servitù. In particolare, la giovane sarà attratta da Pia, una servetta orfana ma molto sveglia, di cui intende scoprire l’origine e il segreto che sembra nascondere. Bianca si ritroverà a vivere una storia dove mistero, amore e passioni si intrecciano coinvolgendo il lettore fino all’ultima pagina.

Tentativi di botanica degli affetti
Beatrice Masini
Bompiani
2013
pp.336
adulti

giovedì 1 agosto 2013

Biblioburro 105° ep.



Sono dei tempi di Happy Days e non sono sicura che sia una buona cosa, ma questa è un’altra storia. Sapere che il mitico Fonzie aveva scritto e pubblicato un libro inizialmente mi ha lasciata perplessa. E’ già capitato, e di frequente, di leggere libri scritti da persone “famose” e scoprire poi perchè non erano famose per le loro qualità letterarie, ma in questo caso mi sono dovuta ricredere.
Henry Winkler, in arte Fonzarelli detto Fonzie, ha scritto davvero un bel libro. Con l’aiuto di Lin Oliver ha raccontato la storia di un bambino dislessico, come lui e come suo figlio, e delle difficoltà che i dislessici incontrano soprattutto a scuola, e lo ha fatto scrivendo una storia divertente e spassosa.  
E’ la storia di Hank Zipzer, quarta elementare, dislessico: lento, fatica con i numeri, con i dizionari e con i temi, ma pieno di idee geniali tanto che quando deve scrivere un tema sulle sue vacanze estive, deciderà di… realizzarlo in forma concreta, riproducendo le cascate del Niagara in classe… con esiti abbastanza prevedibili…
Questo è il primo libro di una serie (di cui aspettiamo le traduzioni) da proporre con facilità anche a quei lettori preadolescenti (in aumento a sentire le biblioteche) che di leggere non hanno molta voglia.
Un altro libro ad alta leggibilità della casa editrice Uovonero, sempre attenta a dare a tutti la possibilità di leggere: carattere di stampa studiato e testato, impaginazione chiara, colore crema della carta stampata per non stancare la vista, formato non giustificato, linguaggio semplice ma ricco dal punto di vista lessicale.

Hank Zipzer e le cascate del Niagara
Henry Winkler, Lin Oliver
Uovonero
2013
pp.174
da 9 anni