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lunedì 8 aprile 2013

Biblioburro 56° ep.





"E' un venerdì pomeriggio. Ultima ora: ginnastica. Io e la prof. Warner abbiamo fatto il nostro "batti il cinque" del venerdì. Lo facciamo ogni settimana, perché io odio la scuola e lei odia il lavoro, e tutti e due non vediamo l'ora che sia venerdì."












Ho iniziato il libro per "dovere professionale", convinta che avrei faticato a terminarlo, con quella strana copertina da cui un ragazzo ti scruta col cannochiale. Ho iniziato e non mi sono più fermata finchè non l'ho finito, anzi le ultime pagine le ho lette con la tristezza di sapere che la storia stava per concludersi. Perché alcune cose si capiscono solo alla fine del libro, ed il quadro generale che emerge è straordinario ma all'inizio non lo cogli. Esattamente come davanti ad un quadro di Seurat, o Sir Ott, come lo chiama Georges il protagonista, che dell'artista porta il nome. Il quadro (la vita) è composto di singoli puntini, a volte insignificanti, di cui non puoi cogliere l'armonia se ti avvicini troppo e non sai mantenere la giusta distanza.
Tutto ha inizio con un esperimento di scienze sul gusto e con un trasloco. Georges è figlio di un architetto rimasto senza lavoro e di un'infermiera costretta a fare il doppio turno per mantenere tutta la famiglia. Il trasloco da una casa con giardino (e camera con scala antincendio) ad un appartamento porterà con sè nuove amicizie, qualche difficoltà e persino un "Club delle spie".

Segreti e bugie
Rebecca Stead
Feltrinelli
2013
pp.189
da 12 anni

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