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mercoledì 6 marzo 2013

Dimensioni, colori, rumori: cosa fanno i libri


Prosegue il pacchetto con le classi prime e seconde della scuola primaria, tra sorrisi appena accennati e risate sincere, storie che fanno zittire tutti e storie rumorose, storie che coinvolgono e storie delicate. 
Gli incontri sono a cadenza settimanale e durano 60 minuti.


Le Pollicine entrano, sistemano il leggio, aprono la valigia e aspettano. I bambini intanto, coordinati dall'insegnante, si sistemano sui tappeti, trovano una posizione comoda, chiacchierano e aspettano. Quando le due attese coincidono, le letture possono prendere il via.



E anche se i libri sono stati pensati con cura, le letture provate, le eventuali discussioni ipotizzate... ogni volta il via è certo ma l'approdo a cui ci condurranno le storie è ignoto e sorprendente.
Utilizzando le immagini appese di un libro, passiamo da storie che parlano di amicizia e di paura con colori primari accesi e vivaci, in dimensione extra-size, a libri che di parole ne hanno poche, ma che bastano a scardinare l'idea che "1+1 possa sempre dare 2" come risultato (e già a 6 anni questo concetto è difficile da scardinare!). 


Siamo giunti a fare molti rumori con l'aiuto di Fabian Negrin e del suo splendido albo illustrato (persino il maestro ha accettato di darci una mano e la classe impazziva dalle risate!).




Qualche bambino interviene con acute osservazioni di tipo scientifico, qualcuno ancora non sa mantenere una posizione rilassata, uno poi, sempre in movimento e apparentemente "perso" in un mondo tutto suo, ha invece accettato di stare in braccio ad una delle due Pollicine ad ascoltare, e lì, raggiunto forse un suo posto, si è fermato in ascolto, immobile e silenzioso...
Gli appuntamenti sono stati piacevolmente allungati su richiesta degli insegnanti, che dai libri letti stanno cogliendo spunti di discussione con la classe, ma prima di tutto stanno dimostrando ai loro alunni, con l'esempio, quanto potere affidano all'ascolto di una storia.

1 commento:

  1. Sono contenta quando sento di insegnanti che danno importanza all'ascolto, alla capacità di fermarsi e ascoltare una storia.
    A volte ho a che fare con dei bimbi che non hanno (ancora? speriamo!) trovato adulti così sul loro percorso e sono dispiaciuta per quello che si perdono e per quanto dovranno faticare, se vorranno, per imparare da grandi ad ascoltare.

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