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venerdì 15 marzo 2013

Campionato di lettura: seconda fase


Abbiamo terminato la seconda fase del campionato di lettura. Quattro giorni di sfide, di giochi, di sorprese, di delusioni per qualcuno e di felicità per qualcun altro. La lettura si fa più certosina, il gruppo si fa più unito e la squadra è davvero una squadra. La seconda fase è forse la più bella, perché chi arriva qui non ha voglia di fermarsi (la prossima volta c'è la finale!) perciò ce la mette tutta per passare il turno. Sarà forse l'arrivo della primavera, ma è come se i ragazzi sbocciassero e uscissero da uno strano torpore: non è propriamente corretto definirla competizione agonistica quella che abbiamo visto, ma è voglia di far sapere che si sa, che si ha davvero letto.
I giochi stavolta andavano in profondità, certe domande scavavano davvero tra le virgole, epperò e comunque le risposte andavano oltre la domanda arrivando a stupire persino noi che le avevamo pensate e scritte sul foglio. L'aria era piena di adrenalina (beata adolescenza!) ma tutte le squadre si sono comportate correttamente, e più di una alla fine ha fatto i complimenti alla squadra vincitrice, dimostrando spirito sportivo e una buona dose di educazione che non fa mai male. 

Ogni volta che facciamo questa attività ci chiediamo se davvero il binomio lettura-competizione può davvero creare o mantenere un lettore; se serve davvero, o se alla fine è solo un fuoco di paglia. Il campionato ha molti aspetti positivi, che vanno ben oltre la questione della lettura. Innanzitutto il saper fare squadra, che tra i ragazzi diventa sempre più difficile: trovare accordi, saper gestire le emozioni e saper collaborare in sintonia per 90 minuti può rivelarsi davvero difficile, soprattutto per la fascia delle medie. La competizione c'è, se i ragazzi perdono terreno e sono in svantaggio difficilmente si incitano tra di loro, tendono a scoraggiarsi e a giocare male, fino a che un barlume di speranza si riaccende ma questo succede puntualmente quando è troppo tardi. Perciò per alcune rimane vivo il giocare per vincere non per partecipare. Ma abbiamo trovato ragazzi che hanno amato leggere e rileggere i libri della bibliografia, che hanno giocato davvero per mettersi in gioco, che si sono sfidati fino alla fine e ci hanno creduto. 



Le ultime sfide si terranno tra circa un mese, e ci aspettiamo nove squadre cariche di adrenalina e con tanta voglia di giocare. E vada come vada, l'importante è essersi divertiti e aver letto tanto!

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